Lo sport più in voga a Los Angeles? Il celebrity spotting: ovvero incontrare le star di Hollywood

Per chi volesse cercare di incontrare le star di Hollywood ho trovato un articolo carino di qualche mese fa.

Inutile fare gli snob e cercare di ignorarlo. Con gli Oscar al Kodak Eastman Theatre, Los Angeles è presa d’assalto da orde di turisti interessati, più che all’arte e all’architettura o a spiagge e onde, a uno sport da sempre popolare in città, il celebrity spotting. E a parte che non diventi un’ossessione, diciamolo, non c’è proprio niente di male a emozionarsi alla vista di Cameron Diaz seduta accanto a numerose e vocianti tavolate all’Empress Pavillion Restaurant di Chinatown (988 North Hill Street, www.empresspavillion.com) dove servono un fantastico dim sum (involtini, paninetti e ravioli tutti cotti al vapore in canestrini di bamboo) o di Leonardo Di Caprio a tavola con gli amici nel nuovissimo Lazy Ox Canteen di Little Tokyo (241 S. San Pedro Street, www.lazyoxcanteen.com).

Curioso ma vero, infatti, i luoghi migliori dove incontrare “per caso” le star di Hollywood quest’anno non sono a Hollywood. Sarà per colpa della nuova urban vibe che ha da poco tempo rivitalizzato la città percorrendo con una scarica elettrica l’asse che si snoda da Downtown a Beverly Hills. Sarà per via dei nuovi locali aperti in queste zone che hanno riportato quell’atmosfera speakeasy degli anni d’oro, dai Venti ai Quaranta, prima che la guerra contagiasse anche gli Stati Uniti. Ma fatto sta che i luoghi d’incontro sono radicalmente cambiati. Gli hotel ora sono lo Standard a Downtown, con il suo modernissimo e intimo lounge sulla terrazza con piscina nelle cui acque si riflettono i grattacieli dell’Old Bank District, il Thompson di Beverly Hills (con la vicina steakhouse Cut, al 9500 di Wilshire Boulevard) o, se proprio Hollywood deve essere, il nuovo Andaz su Sunset Boulevard che è il contrario dell’opulenza a cui ci aveva abituati la vecchia guardia alberghiera.
Il ristorante e nightclub d’elezione, uno per tutti, è l’Edison (sempre a Downtown, 108 West 2nd Street, www.edisondowntown.com), allestito nel centenario Higgins Building nei locali che un tempo ospitarono la prima centrale elettrica privata (e l’intelligenza dell’architetto è stata lasciare che il passato, denso e fascinoso, si mostri ancora in tutto il suo arcaico e industriale splendore nella semioscurità misteriosa del locale), con proiezioni di film e musica selezionati appositamente per rimanere in pieni Forties, “un’era di invenzione immaginazione”, e un oyster bar e una cantina da fare invidia a Frank & Musso, dove un tempo venivano firmati i contratti tra produttori e star. Vicinissimo all’Edison, per il bicchiere della staffa, si va al Varnish, un bar “segreto” a cui si accede da una porta senza insegna in fondo al ristorante Cole (118 East 6th Street, www.thevarnish.com), dove Eric, il bar tender, mescola cocktail personalizzati per i clienti abituali.

Al polo opposto di Downtown, di fronte al nuovo complesso di Los Angeles Live dove “abitano” anche lo Staples e il Convention Center, c’è Rivera (1050 South Flower Street, www.riverarestaurant.com) che ha sconvolto lo stereotipo della cucina e del folklore messicani presentandosi con un design quasi minimalista e una nouvelle cuisine raffinatissima che ha conquistato divi dello schermo e dello sport (i Los Angeles Lakers celebrano qui i compleanni di giocatori e management, affittando una delle due sale per i loro party privati). E se poi proprio non fosse serata e di moviestar non se ne vedesse neanche l’ombra, almeno rimarrà la soddisfazione di avere alzato il velo sul più recente volto di questa città che per soddisfare le sue tante anime, continuamente ritraccia le sue mappe.

fonte: http://notizie.tiscali.it/articoli/collaboratori/mattioni/10/03/celebrity-spotting.html

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