San Francisco: cable car alle stelle

Biglietto a 6 dollari, bus e metro ne costano 2. “Costi di gestione troppo elevati”. Ma a rimetterci sono soprattutto i turisti

Aumenta il prezzo dei tram di San Francisco, e nella metropoli californiana nasce un caso. Il biglietto di corsa semplice sul veicolo ormai parte integrante del paesaggio della “City of the Bay” costerà, a partire dal 1° luglio, 6 dollari (4,5 euro attuali), il triplo della tariffa che la Muni, l’azienda dei trasporti urbani locale, fa pagare per salire su qualunque altro mezzo su gomma.

L’aumento è di 1 dollaro, e segue l’ultimo ritocco, più pesante, da 3 a 5 dollari, del 2005. Ma la querelle sull’opportunità di praticare per l’iconico e anacronistico mezzo di trasporto prezzi superiori rispetto a quelli adottati per bus, metro e le historic streetcars (filobus) è datata 40 anni, da quando, nel 1971, l’amministrazione locale tentò di abolire la rete tranviaria, a causa dei costi spropositati, ma furono respinti con perdite da un referendum popolare. Dieci anni dopo, per la prima volta, la Muni creò la forbice tariffaria tra cable car e resto dei mezzi pubblici, un divario che via via si è allargato. Ma ogni volta che s’è avuto un ritocco, la polemica è divampata tra chi sostiene essere un male necessario e chi ritiene che andrebbe adottata una politica diversa, anche considerato l’enorme fascino che i caratteristici mezzi, che circolano dal 1873, esercitano – sorta di monumento nazionale – in particolare verso i turisti, che sono le principali vittime dell’aumento.

“L’idea di considerare i tram come un mezzo di trasporto diverso dai rimanenti veicoli pubblici ha preso corpo nel corso degli anni – ha spiegato al San Francisco Chronicle Emiliano Echevarria, uno storico che ha al suo attivo diverse pubblicazioni sul sistema di trasporto della città – Alla fine, praticare tariffe diverse è una necessità, giustificata dai costi di gestione nettamente superiore. Non mi piace, ma non ci sono alternative”.

Parlando di cifre, le tre linee tramviarie generano 25 milioni di dollari di fatturato ma trasportano 8 milioni di passeggeri l’anno, poco più che un’inezia per una città di 2 milioni di abitanti. D’altra parte, il costo orario per mettere in strada un cable car è di 385 dollari, contro i 166 di un autobus e i 247 del metrò leggero. La differenza dunque c’è, anche se a leggere tra le righe il tariffario che entrerà in vigore a luglio, con un rapporto di 3 contro 1 tra i due biglietti, va oltre.

“E’ acclarato che i tram sono un mezzo di trasporto di piacere, non una parte integrante della rete urbana in senso stretto  – sostiene Wayne Veatch, noto consulente aziendale della città – e quindi una delle opportunità di ‘pelare’ i turisti. E il nuovo aumento di prezzo va nella direzione sbagliata”.

Non esistono dati esatti sulle quote di locali e di turisti che frequentano i cable car, ma di sicuro la maggior parte dei residenti che si servono del trasporto pubblico hanno una tessera mensile che li include. Gli utenti saltuari (e tra questi i turisti), possono acquistare un “passport”, per i soli tram da 1, 3 o 7 giorni. Questo, a sua volta, aumenterà dal mese prossimo di un dollaro, rispettivamente a 14, 21 e 27 dollari.  “Le opzioni ci sono”, si limita a dire il boss della Muni, Nathaniel Ford.

Insomma, il prezzo è elevato, ma per i turisti intercontinentali che arrivano e inesorabilmente restano ammaliati dalla baia, dal Golden Gate, e persino dalle nebbie che spesso li avvolgono, la gita sul tram altro non è che un’attrazione, al pari dell’escursione ad Alcatraz via ferry e magari dell’acquisto di una porzione di frutta al mercato del pier 39, dove fragole e albicocche costano come il tartufo. Non siamo proprio ai livelli degli espresso da centinaia di euro offerti ai turisti orientali nelle capitali della cultura italiane, ma verrebbe da dire che tutto il mondo è paese.

Fonte: http://viaggi.repubblica.it/articolo/san-francisco-cable-car-alle-stelle/223890

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